Il processo di rigenerazione tissutale si basa su una complessa sequenza di eventi biologici controllati da un gran numero di fattori di crescita. L’azione spazio-temporale di questo complesso di mediatori sulla zona tissutale danneggiata regola i meccanismi e gli stadi che governano la riparazione e la rigenerazione dei tessuti. Nel caso, per esempio, della rigenerazione ossea, l’espressione locale iniziale dei fattori di crescita ha come obbiettivo di stimolare la migrazione delle cellule osteoprogenitrici nella sede della lesione e successivamente gestire il controllo sulla loro differenziazione in cellule della serie osteogenica. Nel corso di questo processo, un altro insieme di fattori regolerà l’equilibrio dinamico fra stimolazione ed inibizione della proliferazione cellulare così come dell’angiogenesi e della formazione della matrice extracellulare. Si può pertanto affermare che il ripristino funzionale di un tessuto dipende da un insieme di fasi regolate da un gran numero di mediatori biologici i quali si presentano e agiscono in modalità spazio-temporale. E’ precisamente questa disposizione spaziale e temporale dei fattori di crescita la responsabile finale dello sviluppo corretto di un tessuto. Per questa ragione la sua determinazione dettagliata ha suscitato tanto interesse nella comunità scientifica in questi ultimi decenni.
Lo studio minuzioso dei processi di riparazione tissutale ha permesso di scoprire l’importanza e il ruolo fondamentale che in questo contesto è svolto dalle piastrine.
In generale, le piastrine sono serbatoi fisiologici di fattori di crescita, cioè unità funzionali potenzialmente interessanti per il loro alto contenuto di mediatori biologici.
I fattori di crescita sono proteine capaci di stimolare la proliferazione e il differenziamento cellulare.
I principali fattori di crescita sono:
Le piastrine esplicano, soprattutto durante il processo riparativo del danno tissutale, tutte le loro funzioni e, in particolare: l’emostasi, il mantenimento dell’integrità capillare, la fagocitosi, il trasporto attivo, la riparazione, la cicatrizzazione e la secrezione.
Si comprende bene quindi che l’utilizzo nella pratica clinica del PRP favorisce un processo di riparazione e rigenerazione tissutale che è il più naturale possibile e privo di tossicità.
Riassumendo, le fasi del processo riparativo e rigenerativo del PRP sono le seguenti:
Le applicazioni terapeutiche del PRP sono molteplici: in odontostomatologia e chirurgia maxillo-facciale per la rigenerazione ossea e delle mucose (innesti, ecc…), in chirurgia plastica e ricostruttiva per la rigenerazione dei tessuti cutanei, in chirurgia vascolare per la guarigione delle ulcere diabetiche, in oculistica per il trattamento delle ulcere corneali, e negli ultimi tempi in medicina e chirurgia estetica per la rigenerazione, riparazione e rivitalizzazione cutanea.
In ambito ortopedico l’interesse per l’uso del PRP è recentemente molto cresciuto e ciò è attestato dalla consistente letteratura comparsa negli ultimi anni.
In ortopedia, medicina e traumatologia dello sport i tessuti di interesse per la rigenerazione biologica sono:
Le patologie trattate con PRP sono molteplici: le tendinopatie non responsive ai trattamenti convenzionali, le lesioni legamentose extraarticolari, le lesioni muscolari, le pseudo-artrosi e lesioni cartilaginee, le fratture d’osso.
Il PRP si ottiene attraverso un prelievo di sangue autologo che viene processato secondo una speciale procedura di centrifugazione. E’ un concentrato di piastrine (fino a 4-6 volte rispetto al valore ematico di base) e quindi di fattori di crescita. Una volta ottenuto, il concentrato di piastrine viene reintrodotto nel sito da trattare dove rilascia i fattori di crescita in grado di stimolare in maniera del tutto naturale e selettiva la rigenerazione e la guarigione del tessuto lesionato. Il PRP si elabora a partire da piccoli volumi di sangue del paziente stesso e può essere ottenuto in forma liquida per la terapia infiltrativa o in forma di membrana per la terapia chirurgica.
Il PRP liquido è un composto iniettabile che si utilizza per il trattamento delle tendinopatie degli adduttori della coscia, tendinopatie del quadricipitale e rotuleo inserzionali, lesioni condrali e meniscali, artrosi e pseudoartrosi, tendinopatie del tibiale anteriore e posteriore, tendinopatia Achillea anche inserzionale, fascite plantare, tendinopatie della spalla, tendinopatie inserzionali del gomito (epicondilite ed epitrocleite).
Il PRP sotto forma di membrana, che può essere comodamente suturato nel sito della lesione, viene utilizzato nel trattamento delle lesioni della cuffia dei rotatori della spalla, nel trattamento delle rotture sottocutanee del tendine di Achille, nella ricostruzione del legamento crociato anteriore, nelle fratture d’osso e nelle microfratture, nel trattamento della rizoartrosi.
Gli obbiettivi consistono nella diminuzione ed eliminazione del dolore e delle manifestazioni infiammatorie; in particolare nelle patologie tendinee un aumento della densità cellulare e una neovascolarizzazione senza comportare fibrosi, nelle lesioni cartilaginee un recupero della cartilagine articolare, nelle lesioni muscolari una proliferazione cellulare assai rilevante; in generale la guarigione dei tessuti, il notevole miglioramento della sintomatologia e la ripresa della funzionalità.
I risultati degli studi in letteratura sono molto incoraggianti e nella personale esperienza i casi trattati con PRP hanno avuto un’alta percentuale di successo terapeutico.
In conclusione il fascino della biotecnologia e delle sue applicazioni in campo medico-chirurgico è enorme nel mondo scientifico attuale e sicuramente rappresenta il futuro.
INDICAZIONI IN ORTOPEDIA
INDICAZIONI IN ODONTOIATRIA
INDICAZIONI IN DERMATOLOGIA
INDICAZIONI IN CHIRURGIA PLASTICA E MEDICINA ESTETICA
Rigenerazione dei tessuti cutanei e sottocutanei per migliorare l’aspetto di molte aree, come:
CONTROINDICAZIONI
EFFETTI COLLATERALI
Reazioni di scarsa entità e non specifiche come un transitorio incremento del dolore ed infiammazione peraltro possibile dopo qualsiasi procedura infiltrativa.